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Scarica le 39 puntate radiofoniche di "Aspettando l'Eurofestival 2010 con Eddy Anselmi e Mr. Pink

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Oslo 2010

Le 55 edizioni


Svezia 1965: Ingvar Wixell

Nessuna regola obbligava i concorrenti a utilizzare una delle proprie lingue nazionali per la canzone in concorso, tanto pareva ovvio a tutti. A Napoli, il tenore svedese Ingvar Vixell si esibì in lingua inglese, portando il consorzio eurovisione a prevedere l'obbligo di cantare in una delle lingue ufficiali del proprio paese.

Svezia 1974: gli Abba

La regola della lingua viene rimossa nel 1974: per la prima volta una canzone prima classificata, Waterloo,viene eseguita in una lingua diversa da quella del paese partecipante

Paesi Bassi 1975: I Teach-in

L'anno dopo è il turno degli olandesi Teach-in, che cantano Ding-a-ding-a-dong in inglese e vincono

Serbia 2007: Marjia Serifovic

La regola della lingua viene rimossa nel 1999: dopo otto anni di affermazioni di canzoni in inglese, la Serbia riporta alla vittoria la lingua originale aggiudicandosi l'enplein di tutti i paesi ex-iugoslavi

Chi gareggia all'Eurofestival

Le canzoni in concorso

Ogni nazione gareggia per mezzo di un ente radiotelevisivo associato all'EBU-UER, il consorzio Eurovisione. Nei paesi dove più emittenti sono associate all'Eurovisione, come il Belgio o la Russia, le emittenti prendono parte a turno alla manifestazione. Altrove, come in Italia, l'onere e l'onore di partecipare o meno resta in capo a una sola azienda.

La canzone non è inedita

Le canzoni dell'Eurofestival devono essere inedite e originali a una data che precede di qualche tempo la messa in onda della manifestazione. I cantanti in gara si esibiscono in veri e propri tour promozionali nei paesi e nelle emittenti televisive che aderiscono al consorzio Eurovisione. Le canzoni partecipanti all'edizione 2010 non dovevano essere edite alla data del 1 ottobre 2009, e dovevano esssere presentate all'Eurovisione entro il 22 marzo.

Che canzone inviare?

Ogni emittente è libera di scegliere la canzone in concorso nel modo che più ritiene opportuno. Alcuni paesi, come Islanda, Norvegia, e Svezia, organizzano delle veri e proprie serie di trasmissioni. Altri si limitano a un solo concorso finale, altri ancora operano selezioni interne, con bandi di concorso più o meno pubblici. I Paesi Bassi hanno fatto scegliere il pubblico tra diverse versioni di una stessa canzone, altri

In che lingua cantare?

Il regolamento in merito al linguaggio da utilizzare nelle canzoni è cambiato più volte. Attualmente, vi è piena libertà, e ogni paese può inviare in concorso una canzone eseguita nella lingua che più gli aggrada. Ma in passato non è stato sempre così.

Fino al 1965 nessuna prescrizione era dettata in merito. Nel 1965, l'esibizione in lingua inglese del tenore svedese Ingvar Wixell, portò all'obbligo per ciascun paese di utilizzare una delle lingue nazionali per la partecipazione all'Eurofestival. Dal 1973 al 1976 fu lasciata libertà ai partecipanti di scegliere la lingua preferita per la propria canzone. Gli svedesi ABBA e gli olandesi Teach-In ne approfittarono nel 1974 e nel 1975. Dal 1977 al 1998 è nuovamente invalsa la regola di cantare obbligatoriamente nella propria lingua nazionale o in un dialetto della medesima.

L'Italia ha sempre presentato in concorso canzoni in Italiano tranne nel 1976, quando Al Bano e Romina Power cantarono We'll live it all again in parte in Inglese. Nel 1991 la canzone di Peppino di Capri Comm'è ddoce 'o mare fu eseguita in Napoletano.

L'Italia all'Eurofestival

La Rai ha inviato per l'Italia: dal 1956 al 1966 la canzone vincente del Festival di Sanremo, nel 1967, 1968 e nel 1969 uno dei cantanti vincenti a Sanremo con una canzone diversa da quella del Festival, dal 1970 al 1975 l'interprete vincitore di Canzonissima (nel 1972 Nicola Di Bari portò a Edimburgo quella I giorni dell'arcobaleno con cui si era affermato a Sanremo, ma la qualificazione era stata ottenuta nel corso della trasmissione abbinata alla Lotteria Italia. Dal 1976 al 1987 l'Italia optò per una selezione interna. Negli ultimi anni della partecipazione italiana al concorso, tornò a rilevare prevalentemente il risultato sanremese. In caso di rinuncia, l'opzione eurofestivaliera passava in capo al II classificato: quando Toto Cutugno vinse nel 1990, potè partecipare grazie alla rinuncia dei Pooh vincitori a Sanremo. [Leggi: le partecipazioni dell'Italia]

Obbligo di trasmissione

Ogni emittente in concorso è obbligata a trasmettere lo show nella sua interezza. Devono essere trasmesse tutte le canzoni, tutte le sintesi dei ritornelli delle medesimi che introducono e chiudono il periodo del televoto, tutte le dichiarazioni di voto e il bis finale della canzone vincitrice. L'unica cosa che si può fare a meno di trasmettere è l'esibizione fuori concorso (L'Interval Act).

Una leggenda urbana racconta che l'Italia non partecipa perchè non si possono inserire break pubblicitari all'interno delle tre ore di trasmissione. Dal 1999 sono stati introdotti dei siparietti non essenziali al concorso, per permettere alle emittenti che desiderino farlo di inserire interruzioni pubblicitarie.

Musica dal vivo o basi musicali

Tutte le parti vocali della canzoni devono essere eseguite dal vivo. Nessuna voce di sottofondo è ammessa nelle basi musicali. Nel 1999 la canzone in concorso per la Croazia prevedeva, nella base, dei suoni che potevano essere scambiati per voci umane. Benchè si trattasse di suoni generati elettronicamente, la Croazia venne sottoposta a una penalità.

Dal 1956 al 1998, la nazione ospitante doveva mettere a disposizione un'orchestra. Fino al 1973 non era ammessa alcuna base musicale. In seguito, venne ammesso l'utilizzo di basi totali o parziali, purchè -fino al 1997- ogni strumento udibile nella base fosse presente anche sul palco. E' per questo che, durante l'esecuzione di Gente di Mare nel 1987, si vede una tastiera sul palcoscenico, suonata da Marco Masini.

Dal 1999 il paese ospitante non è più tenuto a mettere a disposizione un'orchestra. Di fatto, da allora ogni edizione si è tenuta utilizzando esclusivamente basi musicali.

A differenza che al festival di Sanremo, dove due edizioni e parte di una terza furono completamente mimate e dove l'organizzazione obbliga tuttora gli ospiti a ricorrere al play-back, nessuna linea vocale è mai stata mimata nelle 55 edizioni dell'Eurofestival.

Caratteristiche delle canzoni in concorso

Durata delle canzoni Nel primo concorso, le canzoni non avevano una durata massima. Dopo il 1957 fu indicata una durata massima di 3 minuti e 30 secondi, ridotta a 3 minuti nel 1962. Corde della mia chitarra, portata in concorso da Nunzio Gallo nel 1957, resta la canzone più lunga mai eseguita nella storia dell'Eurofestival.

Nazionalità dei partecipanti Non c'è nessuna restrizione alla nazionalità dei cantanti in gara. Le singole emittenti possono tuttavia imporre limiti discrezionali più restrittivi ad esempio riservare la partecipazione come interpreti o autori ai connazionali. Il Lussemburgo non ha mai vinto con artisti Lussemburghesi, l'ultima vittoria svizzera porta la firma della canadese Céline Dion, e Helena Paparizou, vincente nel 2005 per la Grecia, è di nazionalità svedese.

Numero dei performers in scena Dal 1957 al 1970 la partecipazione al concorso era riservata a cantanti solisti o duetti, cui dal 1963 si aggiunse la possibilità di aggiungere tre coristi. Dal 1971 sono ammessi sulla scena un massimo di 6 performers, cantanti, coristi o ballerini. Dal 1990, ogni partecipante in scena deve avere compiuto i 16 anni di età il giorno delle sua prima esibizione. Non è consentito portare sulla scena animali vivi.

Altre restrizioni La performance, la coreografia o il testo della canzone non devono compromettere la reputazione del concorso. I casi controversi sono valutati puntualmente. Nel 2009 i georgiani avevano presentato una simpatica canzoncina dal titolo Put In Disco, il cui ritornello "We Do't Wanna Put In" era centrato sul gioco di parole facendo riferimento al nome del Primo Ministro russo. Inutile dire che furono squalificati: nel 2008, lo spagnolo Rodolfo Chickilicuatre dovette emendare il testo originale "lo baila Zapatero, lo baila bien suave, lo baila Rajoy" in "lo baila José Luis...lo baila Mariano".

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Prima semifinale, il sorteggio: Tom Dice pesca il 7.

In diretta da Oslo, il sorteggio per l'ordine di esibizione dei dieci cantanti qualificati. La Bosnia-Erzegovina estrae la posizione numero 6, la Moldavia è il numero 4. Numero 20 per la Russia di Peter Nalitch, 11 per la Grecia. 23 per la fortunatissima Filipa, 9 per la Bielorussia, numero 8 per la Serbia. Il Belgio si esibirà per settimo (non benissimo), Juliana Pasha sarà il numero 15, Hera Björk il 16.

Verso la finale »

La sfera di cristallo delle scommesse

Essere favoriti press gli scommettitori è garanzia di vittoria, o anche i bookmakers professionali prendono delle cantonate? Il sito irlandese allkindsofeverything.ie presenta un interessante approfondimento sulla reale corrispondenza tra le quote e il risultato finale. Scoprendo che le sorprese sono all'ordine del giorno.

Chi organizza l'Eurofestival

L'Eurofestival è organizzato dall'EBU (European Broadcasting Union)-UER (Union Europeénne Radiotelevisive), il più attivo e influente consorzio di emittenti radiotelevisive pubbliche nel mondo, che riunisce 86 aziende o enti in rappresentanza di 56 nazioni.

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Olen Cesari, un violino per l'Albania

Non c'è due senza tre? Dopo i violini vincenti di Edvin Marton e Alexander Rybak, l'Albania si affida al violino rock di Olen Cesari

Olen Cesari

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Tutte le feste di Oslo

Canzoni, è vero: ma soprattutto occasione di incontrarsi e conoscere l'Europa e gli Europei, dal Portogallo alla Finlandia, dall'Islanda alla Georgia.

Il calendario di feste e show-case »


Le Pagelle

di EMANUELE LOMBARDINI

Emanuele Lombardini non ha dubbi: deve vincere Lena, la diciottenne di Hannover che ha riportato il suo paese tra i favoriti dopo anni »

Deutschland über alles

1956-2010, 56 anni di successi

La storia dell'Eurofestival

I paesi europei, fino a undici anni prima in guerra, potevano affrontarsi in una gara di canzoni. A prendere parte alla prima edizione furono le nazioni che pochi mesi pù tardi firmeranno il trattato di Roma istituendo la Comunità Economica Europea (Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo), più la Svizzera.

Tutto cominciò così...


La bacheca dei trofei

Guida l'Irlanda, con sette vittorie

La classifica dell'Eurofestival per numero di vittorie: l'Italia ha vinto due volte, nel 1964 e nel 1990.

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Lena, Jessy e Tom al vertice delle classifiche europee

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2011: tutti vogliono l'Eurofestival

I pratici tedeschi hanno capito che la vittoria eurovisiva è un'opportunità, non un insostenibile onere. E già arrivano le prime candidature.

Berlino o Amburgo? Emerge la candidatura di Hannover. Monaco e Colonia avanzano proposte »


Prende il largo e vince senza rivali: uno dei paesi fondatori torna a vincere dopo vent'anni

Ha vinto la Germania

Lena difenderà il titolo nel 2011

Lena (Germania)

Lena (Germania)

29 maggio 2010 - La canzone Satellite, cantata con un bizzarro accento crucco-londinese dalla diciannovenne di Hannover Lena Meyer-Landrut, ha vinto la 55ª edizione dell'Eurofestival. Seconda è la Turchia, terza la Romania. E'la seconda affermazione dei tedeschi, ventotto anni dopo la vittoria di Ein Bisschen Frieden. Il Regno Unito torna mestamente all'ultimo posto. Il Belgio resta in gara fino a metà, poi cede alla distanza. I paesi più piccoli e quelli meno interessati all'Eurofestival spingono l'Azerbaigian al quinto posto. Pubblicati i risultati delle semifinali: Svezia e Finlandia fuori per un pelo, primi erano Belgio e Turchia.

| Tutti pazzi per Lena | Quale sede nel 2011? »


Tutti (o quasi) possono vincere

La gara più aperta

Nelle quote dei bookmakers risalgono Turchia e Romania

Jessy Matador (Francia)

Jessy Matador (Francia)

Al centro stampa di Oslo, nessuno riesce ad indicare con certezza chi solleverà il trofeo del 55° Eurofestival: una cosa sola è certa, sarà il finale più emozionante degli ultimi anni. Gli scommettitori internazionali continuano a puntare su Azerbaigian, Germania, Armenia. Cede qualcosa Israele, sale la Turchia e irrompe nel gruppetto di testa la Romania. Ma dietro di loro tutto si muove. Abbiamo provato ad elencare, paese per paese, i pro e i contro (e le possibilità) di ogni possibile candidatura. Per l'ultimo posto, candidati francesi, inglesi e moldavi.

| Il Programma della serata» | Perchè sì e perchè no »

Clamoroso alla Telenor Arena!

Dentro Cipro
fuori la Svezia

Jon Lilygreen (Cipro)

Jon Lilygreen (Cipro)

Oslo, 27 maggio - La Svezia di Anna Bergendahl è la prima vittima illustre dell'Eurofestival 2011. Tra le altre, si confermano Turchia, Israele e i tre caucasici, Danimarca e Israele, Romania e Irlanda, Ucraina e Georgia. Nienter da fare anche per la Croazia. Ma la più bella sorpresa è la Torchwood di Cipro, in finale contro tutti i pronostici. Le uniche svedesi in finale saranno le coriste Azerbaggiane.

Il Programma della serata» |Anna non ce la fa »

Nessuno l'aveva previsto

Sorpresa Portogallo, conferma Belgio

Filipa Azevedo (Portogallo)

Filipa Azevedo (Portogallo)

Oslo, 25 maggio - Prima semifinale, passano il turno tutti i favoriti con l'eccezione della Slovacchia, eliminata da una sorprendente Filipa Azevedo. La ballata portoghese dal sapore disneiano, secondo i bookmakers, aveva solo il 22% di chances di passare il turno. Tra i big della serata, il belga Tom Dice passa il turno e convince stampa e pubblico, entrando a pieno titolo tra i favoriti per la vittoria finale.

Finlandia, che peccato »


Ma il superfavorito non c'è

Anna Bergendahl

Anna Bergendahl (Svezia)

23 maggio 2010 - Dopo due anni di vincitori largamente previsti, l'incertezza torna a farla da padrona all'Eurofestival: gli scommettitori sono indecisi se dare credito agli investimenti dell'Azerbaigian o al successo della tedeschina Lena nelle classifiche europee: dietro di loro sgomitano Israele e Danimarca, Armenia e Croazia, Belgio e Irlanda, e si impennano le quote della Svezia di Anna Bergendahl.

Ma attenti alla Spagna » | Il Programma » |


La Finlandia ci crede

25 maggio - Prima semifinale, e prime emozioni: Ce la faranno in dieci, usciranno in setta. Belgio, Grecia e Albania sembrano più tranquille, Slovacchia e Moldova possono cedere alla distanza. Ma le prove generali hanno evidenziato la buona tenuta della Finlandia. Susa e Johanna, padrone del palco, potrebbero sovvertire tutti i pronostici. Si rafforza la Bielorussia, rischia Peter Nalitch.

 Poche nazioni sembrano sicure di farcela » | Il Programma »


La serata più dura.

27 maggio - Seconda semifinale: 17 canzoni. In otto sembrano già dentro, ma la Danimaca non ha ancora convinto. Per gli altri due posti è bagarre, e nessuno sembra sicuro di farcela. La Georgia spera, Cipro ci crede ancora: per l'Ucraina la strada è per la prima volta in salita. Gli sloveni non hanno neppure disfatto le valigie. Anna Bergendahl lancia la sfida per il trofeo.

Previsioni e pronostici » | Il Programma »


Il Programma »


La sede dell'Eurofestival 2010

L'Eurofestival 2010 si svolgerà alla Telenor Arena di Fornebu, sede degli incontri di calcio dello Stabæk, a 10 chilometri dal centro di Oslo.

Un Hangar per l'Eurofestival


Appuntamenti a Oslo

Le prove, gli spettacoli, le promozioni, tutto quello che dovete sapere per seguire il Concorso Eurovisione della Canzone

L'agenda dell'Eurofestival 2010


Dove si vede l'Eurofestival?

Etere, Digitale, Internet, Satellite e Locali pubblici


F.A.Q. Domande più frequenti

Share the moment! Il tema dell'Eurofestival 2010

Il logo 2010

L'Eurofestival è una manifestazione pressochè sconosciuta dalla gran parte del pubblico Italiano. Qui trovate le risposte alle vostre domande sull'evento e sui partecipanti

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Twelve points to...

Il regolamento dell'Eurofestival è semplice. A partire dall'esecuzione della prima canzone, è aperto il televoto in ognuno dei paesi partecipanti. Al termine, i punti sono annunciati in 39 rapidi collegamenti.

Lo stesso sistema elettorale dal 1975


Le canzoni in concorso

Le caratteristiche dei concorrenti: durata e lingua delle canzoni, nazionalità degli interpreti e altre regole eurofestivaliere.

Chi gareggia all'Eurofestival


Prove aperte: 2010

Lituania: Inculto

Piace, coinvolge, fa ballare: è sufficiente per passare il turno?

ERI Macedonia: Gjoko Taneski

Di tutto un po': Rod Stewart incontra Brian May, e insieme incontrano Mondo Marcio. Ma la ballerina vestita di nero è irresistibile.

Serbia: Milan Stankovic

Lo sponsorizza Goran Bregovic: la Serbia punta al ritorno in finale

Finlandia: Kuunkuiskaajat

Una ventata di allegria sul palco della Telenor Arena.

Russia: Peter Nalitch & Friends

Ci sono o ci fanno? Prendono in giro le canzoni tristi o fanno una canzone triste?

Belgio: Tom Dice

In sala stampa la prima semifinale ha già un vincitore.