Alla Beogradska Arena, 16 maggio

La seconda sessione di prove aperte ha visto risalire le quotazioni di Era Stupendo presso i cattivissimi osservatori della sala stampa. clicca sulle fotografie per ingrandirle]

Paolo Meneguzzi ritrova la concentrazione prima della seconda sessione di prove libere

La formazione dei ballerini di Era stupendo (clicca per ingrandire)

Al pianoforte e alla coreografia cinque cantanti e ballerini provenienti dal mondo del Musical

Era Stupendo parte lenta, come una ballata romantica

Paolo Meneguzzi (clicca per ingrandire)

...per poi fare scintille!

E' evidente il riferimento estetico alla lezione del maestro del Musical Sir Andrew Lloyd Webber. I ballerini suportano Meneguzzi senza rubargli la scena svolgendo anche la parte di coristi.

«Mettere enfasi sulla canzone» sottolinea Paolo Meneguzzi nella sua intervista.

In Italia senza un paio di pantaloni di pelle non sei niente, disse Terry Wogan di Enrico Ruggeri nel 1993. Evidentemente neanche in Svizzera.

«Mettere enfasi sulla canzone» sottolinea Paolo Meneguzzi nella sua intervista.

Il motivo termina tornando lento, sospeso in un'atmosfera nuovamente meditativa

Paolo Meneguzzi incontra Eurofestival.com

«E’come alle Olimpiadi»

Paolo Meneguzzi, cantante noto al pubblico italiano anche in virtù di più partecipazioni consecutive al festival di Sanremo, quest'anno è all'Eurofestival di Belgrado in rappresentanza della Svizzera. L'abbiamo incontrato il giorno dopo la sua prima prova sul palcoscenico della Beogradska Arena.

Allora, Paolo, come ti trovi a Belgrado? Ti sappiamo appena arrivato, l'altro ieri ti abbiamo visto in campo per la partita del cuore in diretta da Roma.

Si, sono arrivato ieri. E' stato un impatto molto deciso, appena arrivati abbiamo subito fatto prove, conferenza stampa... E' stato un giorno importante anche se ero un po' stanco per la sera prima. Avevamo fatto tardi: appena finita la Partita del Cuore siamo andati a cena fino all'una di notte, alle sette dovevo essere in aeroporto. Si, è stato un giorno abbastanza faticoso, comunque divertente perchè il clima qui è molto bello.

«in Svizzera l'Eurofestival è nella cultura nazionale»

L'anno scorso a Helsinki insieme a Roberto Meloni ci chiedevamo chi, tra i tanti cantanti della scena musicale italiana, avrebbe potuto ben figurare qui all'Eurofestival. La risposta era: "Paolo Meneguzzi". Ci ha fatto piacere poi leggere la notizia della tua selezione. E' da tanti anni che segui questa manifestazione, la conoscevi già o dopo tutto il tempo che hai passato in Italia te l'eri dimenticato anche tu?

No, beh, da noi in Svizzera è un po' nella cultura nazionale seguire l'Eurofestival. E' un'appuntamento importante, che gode di una buona promozione. Tutti gli svizzeri sono attenti al cantante che rappresenta la confederazione. E' un avvenimento proprio tosto, da noi. Poi ti leghi anche ad altre cose, capisci che ci sono festival importanti un po' in tutto il mondo, come il Festival di Sanremo o come il Festival di Viña del Mar in Cile, al quale ho partecipato più volte. Era già da un paio d'anni che avrei voluto venirci, e questo è stato l'anno giusto, la commissione ha accettato la mia canzone.

Tu hai vinto il Festival di Viña del Mar quando eri alle prime armi.

Si, il Festival di Viña del Mar l'ho vinto ormai 11 anni fa. E' stata la mia partecipazione a un festival cosi grande, a una manifestazione così importante che poi mi ha lanciato anche in tutto il Sudamerica, dove ho fatto tre album in spagnolo prima di riuscire a farne uno in italiano.

La prima volta che ti abbiamo visto a Sanremo c'era un collegamento con gli italiani di Argentina che, nonostante tu fossi tra i giovani, ti indicavano come il loro big preferito. E tutti si chiedevano "Ma chi è questo Paolo Meneguzzi?". E poi, invece, è arrivato anche il successo in Italia. Ripercorriamo a grandi salti le tappe della tua notorietà. Prima Sanremo 2001, poi si sente parlare di te qualche tempo dopo.

«E poi, un Sanremo dietro l'altro»

Infatti, il primo Sanremo è passato un po' così: probabilmente è perchè andai con una canzone non mia che magari sentivo un po' poco, ed è diventata praticamente una canzone per i fans, per quelli che mi seguono. Gli altri non la conoscono molto. Poi mi sono rifatto due anni dopo con In nome dell'amore il primo singolo dell'album Lei è, che è stato un successo, il mio primo successo in Italia, che è andato molto bene. E poi, un Sanremo dietro l'altro.

Nell'estate 2003 hai conosciuto un vero e proprio boom con VeroFalso, poi c'è stata Guardami negli occhi nel 2004, e poi perdiamo il conto...

Poi ci sono state Non capivo che l'amavo nel 2005, il Sanremo di Bonolis, e poi Musica, la canzone del Festival dell'anno scorso, che secondo me è un pezzo che sarà molto importante per la mia vita.

La differenza fra il primo e l'ultimo Paolo Meneguzzi: nelle prime tue canzoni c'erano storie d'amore drammatiche, racconti, vere e proprie trame che narravano di incomprensioni, tradimenti, situazioni che finivano. Le tue ultime canzoni sono dichiarazioni non prive di una vena di ottimismo, con un senso lirico che non appartiene alla prima fase del tuo repertorio. Questo corrisponde anche a una tua evoluzione dal punto di vista personale?

«ricercare qualcosa di più grande di noi»

Si, c'è un'esaltazione dell'immenso, un andare a ricercare qualcosa di più grande di noi,se vuoi: qualcosa che comunque ci fa vivere al di là di tutte le difficoltà che ci sono oggi nel mondo, nella società, al di là del fatto di sentirsi qualcuno, dovere diventare qualcuno quasi per forza, avere la macchina più bella, volere sempre guadagnare di più. In queste canzoni ho voluto mettere qualcosa di spirituale, cercando di andare oltre queste cose e di portare un messaggio più positivo, più grande del valore del soldo, del valore materiale della vita. Ho cercato di andare più in profondità.

E' voluto, è un'omaggio a Domenico Modugno quel Volare via... che troviamo nell'apertura del refrain di Era stupendo o è una coincidenza?

Sicuramente la parola Volare ti porta subito lì, all'internazionalità della canzone Italiana. Speriamo che sia un punto di forza anche per l'Eurofestival. Ieri eravamo qui al pianobar e la prima canzone che hanno suonato gli stranieri è stata proprio Volare, Nel blu dipinto di blu. Secondo me quella canzone potrebbe fare una differenza importante qua.

Torniamo sul palco dell'Eurosong. La prima prova serve a provare le coreografie, la regia, le inquadrature. La tua coreografia quest'anno ha suscitato commenti non univoci tra i colleghi della sala stampa. Come mai hai scelto questo stile ispirato al musical? A noi ha fatto pensare a Cats di Andrew Lloyd Webber, con questi ragazzi che camminano per terra, ballano intorno a te. Raccontaci come è nata l'idea della coreografia di Era Stupendo.

«abbiamo voluto esaltare la canzone»

Noi abbiamo voluto esaltare la canzone, non fare cose spettacolari che, per quello che ho imparato dalle partecipazioni ai diversi festival, finiscono per distrarre quello che è il significato della canzone, da quello che è il sogno che deve trasmettere la canzone in televisione. Lo spirito della canzone è sempre stato un po'quello del musical, un po' quello del trasporto emotivo. Noi vogliamo cercare di arrivare attraverso quello, attraverso gli occhi, attraverso lo sguardo e attraverso il movimento del corpo: non il movimento eccessivo e veloce ma quello emozionale, romantico.

Chi siede al pianoforte durante l'esecuzione di Era stupendo?

Al piano c'è Giancarlo, un ragazzo che comunque è anche lui un bravissimo cantante, una persona che rispetto tantissimo: è anche un ballerino molto bravo. Tutti e cinque i ballerini della mia coreografia sono ballerini e cantanti, hanno delle qualità veramente immense, proprio da musical. Vengono da quel genere di esperienza, abbiamo fatto un casting e li abbiamo scelti tra tantissimi ragazzi che si sono presentati, e questi cinque hanno qualcosa che ha fatto la differenza.

Hai cambiato negli ultimi tempi la tua squadra di collaboratori e di autori. Il tuo ultimo album porta la firma di Gatto Panceri, la canzone che porti qui è scritta da te e da Vincenzo Incenzo.

Avevo voglia di confrontarmi con persone che ne possono sapere anche più di me, o anche che la pensano diversamente. E' giusto confrontarsi, si impara sempre qualcosa dalle persone che sono diverse.

Tu sei autore di musica e testo: qual'è il tuo contributo principale nella costruzione dei tuoi brani? Tra le firme c'è spesso scritto il tuo nome due volte.

«Secondo me la forza non è mai in una sola mente»

Io ci sono sempre. Io scrivo la canzone, poi mi avvalgo di altre persone, diverse da me che mi possono dare una mano a terminare il lavoro o vedere il pezzo in un altro modo e farmi capire, o farmi vedere le cose in un altro modo. Secondo me la forza è in più menti, non è mai in una sola.

E' la prima volta che nella tua carriera guardi a est o ti era già successo? L'Ovest l'hai girato dal Nord al Sud, dal Messico al Sudamerica, alla Spagna, la Francia. L'Europa centrale e orientale può essere la tua prossima tappa.

Certo, ho fatto qualche concerto e qualche presentazione in Slovenia e in altri paesi, ma molto saltuariamente. So che a Est la musica Italiana è molto amata e apprezzata, ed è un peccato che in pochi ci pensino, perchè è un mercato molto importante, soprattutto per i concerti.

A Sanremo sono due anni che sei abbinato al sesto posto. Firmeresti per un sesto posto qui a Belgrado?

«Sesto anche qui? A me piace sognare»

Mah, a me piace sognare. Come ho detto anche in conferenza stampa, io non mi pongo mai dei limiti. Voglio sognare e voglio fare il meglio possibile. Un sesto posto a Sanremo va bene: c'è un po' una leggenda sull'arrivare primo al festival (sorride). Qui si può puntare a sognare qualche cosa di più.

Sono quarant'anni che un cantante con una carriera sulla scene Italiane non partecipa al Festival in rappresentanza della Svizzera. Prima di te c'era stato nel 1968 Gianni Mascolo, lo conoscevi?

No (ride)...

A Sanremo voi cantanti lavorate separati dalla stampa, quasi come se aveste un circuito diverso dove ci si muove. Qui c'è una promiscuità maggiore, ogni sera si tengono le feste delle delegazioni, tu ne mancherai un paio perchè mi hanno detto che devi andare a Napoli a consegnare un premio.

Si, andrò a consegnare il TRL Award di MTV non so ancora a chi. Domenica sera ci sarò, vado via sabato mattina per tornare a Belgrado il giorno dopo.

Che te ne pare dell'atmosfera dell'Eurofestival: hai partecipato a Sanremo, ai Festival sudamericani e adesso sei qua. Riusciresti a fare un paragone o a sottolineare analogie e differenze tra le diverse manifestazioni?

«sembra di essere alle Olimpiadi»

Qui sembra di essere alle Olimpiadi. Ci sono i cantanti in giro, le nazioni. A me piacerebbe che uno di noi avesse sempre la bandierina svizzera, costantemente, così si vedrebbe immediatamente chi siamo. Sarebbe bello per esempio, capire che quel gruppo di persone è della Serbia e altri rappresentano un'altro stato.

E poi è molto organizzato. E' quello che piace a me, vedendola da svizzero. Sanremo è un caos totale, quando arrivi alle prove è un caos, ci sono mille persone sul palco, non sai a chi fare riferimento. Qui nessuno parla alle prove, ce ne è solo uno con cui devi parlare. Ti chiedono esattamente che cosa vuoi, ti danno il tempo.

Sanremo da questo punto di vista deve un po' migliorare, soprattutto nell'organizzazione, secondo me: quando un cantante quando va sul palco può dare veramente il 100% e non dover pensare: se parto e non mi sento, l'audio come sarà? Questo è importante per un cantante.

«Qui fuori il clima è molto sereno»

Fuori il clima è molto sereno, molto tranquillo. Non conoscevo Belgrado, vedendola da fuori ti dicono cose come: "Lì c'è stata la guerra, chissà com'è" e invece non si avverte neanche il minimo tipo di tensione.

Tu sei uno dei pochi cantanti in gara con un passato artistico di notevole spessore. Dima Bilan, il russo, nel suo paese ha vinto per tre volte l'MTV Russian Award come miglior artista maschile russo. La ragazza ucraina ha un curriculum di notevole spessore anche se da noi è sconosciuta. Il francese Sébastien Tellier è già al quarto album, è prodotto dai Daft Punk, fa cose diverse della musica leggera. Tanti, tra gli altri, sono invece alle prime armi. Che consiglio hai da dare a un giovane concorrente eurofestivaliero?

Mah, in teoria in queste manifestazioni vince la canzone più bella, non il cantante più famoso. Magari io non sono conosciuto in tutti i posti, come Russi e Ucraini non sono noti da noi. Il regolamento, che non dà la possibilità di votare per la propria nazione, mette tutti sullo stesso piano. Sempre che non partecipi un cantante internazionale, ma in tempi recenti ci sono state le t.A.t.U, ci sono stati gli Ark e alla fine non hanno vinto.

Le t.A.t.U terze nel 2003, gli Ark addirittura diciottesimi l'anno scorso.

Esatto, questo significa che a essere premiata è la canzone com'è giusto che sia. Ai ragazzi che vengono qua a fare la prima esperienza consiglio di prenderla nel modo più sereno, non montarsi la testa e cercare di essere più semplici possibile.

«In finale con San Marino»

12 punti ti mancheranno: sarebbero stati 12 punti sicuri quelli che ti sarebbero arrivati dall'Italia se l'Italia fosse stata in gara. Tu stai benissimo perchè sei un degno alfiere di quella che è la tradizione musicale in lingua italiana partecipando per la Svizzera, ma non ti manca fare una gara che per te sarebbe anche un mezzo derby?

Ma sì, anche se mi piacerebbe arrivare in finale insieme a San Marino e a quel punto scambiarci i punti (ride). Siamo vicini di casa anche noi: San Marino è un po' Italia, la Svizzera Italiana è un po' Italia, sarebbe comunque un confronto positivo e bello.

Al di là di quello, peccato che non ci sia l'Italia: è come se l'Italia non andasse alle Olimpiadi. Questa è una manifestazione che purtroppo si è persa nella cultura italiana ed è un peccato vedere un'organizzazione così, con 43 paesi che si scontrano in diretta: ci sono tutti e gli unici che mancano sono gli italiani.

Roberto Meloni, l'Italiano di Lettonia, è nato il 6 dicembre come te: ci sono due cantanti italiani, mezzo italiani o di lingua italiana in concorso, ed entrambi sono nati il 6 dicembre. Coincidenza o presagio?

«Sono natro il giorno di San Nicolao»

A me il 6 dicembre ha sempre portato fortuna. E' una data importante per me, e questo mi fa sognare sempre ed è una data dedicata ai bimbi, è il giorno di San Nicolao (ndr: in Svizzera e in molti paesi dell'Europa Centrale i bambini ricevono i regali il 6 dicembre, giorno dedicato al Santo che dà origine al mito di Babbo Natale). E' una data positiva, è un giorno felice per tanti ragazzini, bambini, per tante persone che sono felici quel giorno. E' bello pensarlo così, l'ho sempre pensato così il mio compleanno.

Qual'è la canzone in concorso che ti piace di più delle altre? A Sanremo nessuno risponde mai a questa domanda, qui c'è qualcuno che si sbilancia.

Ma io non ho ascoltato niente. Ho ascoltato giusto la canzone albanese perchè ieri era alle prove prima di me e non è male.

Quelli dell'Albania sono altri 12 punti che potrebbero arrivarti: il pubblico albanese ti conosce già tramite la televisione italiana.

«Voglio pensare che noi abbiamo una canzone forte»

Tornando alla tua domanda, non voglio ascoltare le altre canzoni. Voglio pensare che noi abbiamo una canzone forte, non voglio farmi influenzare dagli altri. Se iniziamo ad ascoltare le canzoni, ognuno dice la sua: "San Marino ce l'ha bellissima, facciamo attenzione a quello, gli svedesi sono forti". No, fa niente: andiamo per la nostra strada, tireremo le somme alla fine. Se vincerà una canzone migliore della nostra gli faremo i complimenti.

Il tuo disco è nei negozi da qualche mese e la canzone dell'Eurofestival è la traccia numero 3.

«Sto già sognando, ed essere qui è un altro sogno»

Esatto, è nei negozi, sta andando molto bene, presto usciamo in Sudamerica dove dovrò andare tra un paio di mesi, siamo in classifica in diverse charts dell'Europa. Meglio di così? Sto già sognando, ed essere qui è un altro sogno.

Appuntamento allora al ricevimento di benvenuto del Sindaco facente funzione di Belgrado (il sindaco vero e proprio non ce l'hanno ancora, ci sono state le elezioni domenica scorsa), e grazie per avere fatto questa chiacchierata con Radio Città Fujiko e Eurofestival.com

Grazie mille, e grazie a voi per promuovere questo evento importantisssimo.

Le 53 edizioni



I risultati

Voti e classifiche delle tre serate di Belgrado 2008

Prima Semifinale »
Seconda Semifinale »
Finale »

SAN MARINO: SPECIALE MIODIO

Debutto con stile

Una formazione di casa per la prima volta della Repubblica. Per convincere anche gli scettici.

Il concerto | L'intervista


SVIZZERA: SPECIALE PAOLO MENEGUZZI

L'eroe dei due mondi

Da Viña del Mar a Belgrado, passando per Sanremo.

l'intervista


LETTONIA: SPECIALE ROBERTO MELONI

Meloni come Modugno

Il primo italiano a tornare per due anni di seguito dal 1959.

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Russia 2003: t.A.T.u.

Si baciano? Si baciano? No, non si baciano. Ma le fischiano lo stesso.

Finlandia 2006: Lordi

Rock'n'roll! Dopo la vittoria dei Lordi, la piazza centrale di Rovaniemi è dedicata a loro.

Regno Unito 1981: Bucks Fizz

Complesso vocale creato a tavolino con meravigliose felpette di ciniglia colorata.

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