Il sito in italiano sul Gran Premio Eurovisione della Canzone - Mosca 2009
clicca sulle immagini per ingrandire
Nje tjeter jete (Un'altra vita)
Ruvido, sofferente, con gli occhialini e la faccia da bravo ragazzo, nel panorama della canzone albanese ricopre la nicchia ecologica che in Italia è appannaggio di Michele Zarrillo. Pirro è figlio d'arte, il padre Gaqo Çaqo, tenore, si è già affermato nello stesso Festivali i Kéngës nel 1978. Anche sua madre è una soprano, come del resto sua moglie, la cantante Inva Mula. Pirro ha già vinto il Festival come compositore nel 1988 con E duam lumturinë, in seguito diventata famosissima presso i bambini albanesi, e l'ha già presentato nel 2007 insieme a Elsa Lila. Guadagna un quarto posto insperato, entusiasmando il pubblico senza mai essere stato veramente in gara.
Party
La cantante con gli occhiali mette in scena una fragorosa performance ispirata alla street culture con tanto di chitarre distorte, ballerini, rapper, coretti in inglese e filmati di ragazzini che vanno in skateboard per le strade di Tirana. Il vostro cronista la prevedeva nelle posizioni di rincalzo. Sotto la media.
Aria
La grande sconfitta del Festival è lei. Tra le favorite del pubblico internazionale, commentatori e blogger si auguravano di ascoltare la sua Aria a Oslo. E l'entusiasmo che cresceva intorno a lei aveva finito per coinvolgere anche noi. Una volta arrivati sul posto abbiamo compreso in fretta come le sue quotazioni andassero drasticamente ridimensionate, nonostante la convocazione in extremis di Olta Boka, vincitrice appena due anni fa, per la serata dei duetti. È settima, ma fa parlare più all'estero che in patria.
Përtej kohës (Oltre il tempo)
ha vinto l'edizione del 2000, che ancora non qualificava nessuna canzone per l'Eurofestival: è una presenza costante del Festival i Këngës, ma il podio le sembra precluso. Porta una canzone dalle armonie moresche che cresce ascolto dopo ascolto, ma non coltiva mai velleità di vittoria. La videografica sembra però la sigla di Quark, e ci aspettiamo che da un momento all'altro arrivi Piero Angela a raccontarci le abitudini di qualche animale raro.
Sekreti i dashurisë (Il segreto dell'amore)
La sua canzone ha più di un'assonanza con Hero, la canzone che la svedese Charlotte Perrelli presentò a Belgrado nel 2008. Si fa affiancare da due ballerini con il volto dipinto di blu, indossa un vestito che ricorda un peplo greco e prende comunque uno degli applausi più convinti della serata. É ottava, senza mai convincere i giurati.
Pasqyra e vetës (Lo specchio di me stessa)
Vera e propria beniamina del pubblico, appare convincente e mai sopra le righe, fu artefice nel 2004 del miglior piazzamento Eurofestivaliero del paese delle aquile, allora al debutto sul palco europeo. Alla fine la vediamo telefonare fuori dal Palazzo del Congressi, sorridente come se il secondo posto fosse già un successo o appagata dall'applauso del pubblico, che regala una vera e propria ovazione al giurato che le assegna il massimo dei punti.
Nuk të dorezohem (Non mi arrenderò a te)
Un duetto taglia forte nel più appagato stile festivaliero, declinano con mestiere i canoni del global pop. Dotati interpreti, cedono molto alle tentazioni accademiche e di maniera. Persino i gesti scenici appaiono ripetuti e poco spontanei. Linda si contorce, cede, Erti le viene incontro, la sfiora, si piega sulle ginocchia. Tutto sopra le righe: solo il piazzamento li riporta in quota.
Nuk mundem pa ty (Non posso senza te)
La vincitrice annunciata ha composto una canzone fatta apposta per l'Eurofestival prima ancora di conquistare la vittoria, con un occhio, anzi due, rivolto alla platea Eurovisiva e scarsa considerazione per il pubblico di casa, che l'ha accolta con una certa freddezza. Il vestito nero su una videografica scura è stato comunque un errore scenico elementare. Meglio nella serata dei duetti, quando ha scelto un'acconciatura mossa e un vestito rosa da Missis Dolores Umbridge.
Gëzuar (Cin cin!)
L'albanese di Macedonia è un cantante educato, per bene, a vederlo vestito così ci si aspetta quasi di trovarlo a uno sportello bancario o in qualche ufficio di un ministero. La canzone è ben costruita e mostra tutta la qualità del mestiere dell'interprete e degli autori: peccato solo che si accompagni a una videografica al limite dello psichedelico, una sorta di Yellow Submarine floreale che mal si adatta al suo rassicurante cantare da Julio Iglesias balcanico.
Ndonjehere (A volte)
Il vostro cronista aveva conosciuto Kejsi Tola in occasione dell'Eurofestival di Mosca: appena arrivato al Palazzo dei Congressi per le prove della serata dei duetti aveva capito che la fanciulla che sedeva in platea cantando tutte le canzoni in concorso era proprio lei solo quando l'hanno chiamata sul palco. Della bambina in tutù rosa che danzava con i gemelli acrobati e con la mummia verde all'Olimpyiski Arena rimane poco. Le sue qualità e la sua sicurezza interpretativa ci avevano impressionato a Mosca, e non può che essere migliorata, nonostante qualche chilo in più e una canzone che non fa breccia nel cuore delle giurie.
Mall i pashuar (Attesa insaziabile)
Non rinuncia ad innestare inserti folk in un impianto dance fatto apposta per fare riposare gli orchestrali. I giurati non apprezzano la combinazione e la relegano in fondo in fondo alla classifica. La sua acconciatura rétro e la sua carica di simpatia espressiva non riescono a renderla protagonista.
Lë të bëhet çfare te doje (Lascia che sia quel che sia)
Protagonista delle ultime edizioni del Festivali i Këngës, la cantante kosovara ha sfiorato una vittoria che si sentiva in pugno nel 2007, arrivando seconda solo grazie al voto degli ultimi due giurati ad esprimersi: per lei il viaggio all'Eurofestival è solo questione di tempo. Il suo rock dalle chiare influenze balcaniche, sottolineato da un figurante simile a Caparezza che finge di suonare una chitarra distorta, per quest'anno vale all'invenzione dell'autore Edmond Zhuliali la quinta posizione.
Love Love Love
L'applauso più grande che il Palazzo dei Congressi di Tirana dedica a una canzone durante il concorso è proprio per loro, il cantante senza maniche e il gruppo -italiano- della Banda Adriatica, già protagonista di una stagione di concerti tra il Salento e i Balcani. Tutti i giurati li isserebbero sul podio tranne uno, quell'Olen Cezari che assegna loro solo due punti facendoli scivolare non senza amarezza in sesta posizione. Presentano una vera e propria suite, una non facilissima combinazione di momenti musicali diversi lontana dai canoni della canzonetta. Se ci fosse stato un premio della critica non avrebbero avuto rivali. Vincere il derby italiano con Claudio La Regina non addolcisce il disappunto.
Tirana Brodëay (Tirana Broadway)
Ha solo 14 anni e, se vincesse, dovrebbe cedere il biglietto per la Norvegia alla seconda classificata. Il suo caotico e giocoso pastiche va lontano dall'entusiasmare le giurie: in finale supera l'emozione del debutto e mette da parte quelle imprecisioni e incertezze mostrate nella prima serata. Versatile e poliedrica, è ballerina, cantante e musicista, ma a vederla non escludiamo una passata carriera sotto canestro, come la nostra Marisa Sannia, che tra un Festival e l'altro giocava a basket.
Akoma s'është vendosur (Non ha deciso ancora)
Gli Olsen Brothers della canzone albanese si esibiscono sullo sfondo di una videografica ispirata all'opera visiva degli strutturalisti, che si trasforma in conclusione nell'ennesima variazione sul tema del cyberspazio. Propongono atmosfere tra il global pop e il rock barocco dei Queen ma, nonostante l'affetto che il pubblico tributa ai due, non paiono mai capace di andare troppo lontano.
Zërin tim ta ndjesh (Senti la mia voce)
Sicura di sè, indossa un miniabito metallizzato che lascia scoperte le gambe nonostante la taglia non propriamente esile, mostrando di dare poco peso a complessi e paranoie. Aggressiva quanto basta, il suo rock ci ricorda la grinta di Dolcenera o della sua omonima Anna. La videografica è ben costruita, e, lontano dai soliti virtuosismi della computergraphic, propone una veloce carrellata su paesaggi urbani.
Ave Maria
La possente vocalità e l'imponente presenza scenica del rappresentante della canzone arbëreshë non convincono le giurie, non commosse dall'anelito spirituale che il cantante di Spezzano porta in concorso sul palco del Palazzo dei Congressi. È lui stesso a prenderla con leggerezza: «Era un gioco, ed è stato divertente essere qui». Ma l'Albania perde l'occasione di adottare il suo Tony Dallara.
U dashuruam (Ci amavamo)
Nella serata dei duetti si esibisce con il coreografo e ballerino Julian Bulka, e per la finale propone un numero ai limiti del burlesque, coadiuvata da due ballerini che sulla pelle hanno dipinti solchi rossi, come se fossero stati frustati. La sua canzone uptempo scivola via leggera, come le onde del mare dei primi fotogrammi della videografica che accompagna la sua esibizione. I giurati non colgono l'ironia delle sue scelte estetiche e la lasciano in posizione numero 18.
La, la, la
Cantautrice, unisce a una convincente presenza scenica la padronanza dei fondamentali del pop internazionale. La sua canzone avrebbe tutto per fare un'ottima figura anche in chiave Eurofestivaliera: semplice e orecchiabile, ben costruita e difficile da togliere dalla testa. Solo nona, forse è la grande occasione persa dai giurati del 48° Festivali i Këngës.
Kalimtar (Passante)
Musica dance, abuso del vocoder, ma anche armonie tradizionali e sapori balcanici si uniscono nella proposta della giovane Kamela Islami, che guadagna un terzo posto insperato alla vigilia, nonostante la sua performance sia accompagnata da una videografica lisergica che mal si sposa con la dolcezza dell'interprete.
48°Festivali i Këngës
Condividi questa pagina e il sito Eurofestival.com con la tua comunità di amici!
La canzone Fairytale di Alexander Rybak si aggiudica la 54ª edizione del Concorso Eurovisione della canzone.
Mosca, 17 maggio - Non c'è mai gara: l'unico brivido è la volata per il podio, vinta all'ultimo collegamento dalla islandese Yohanna sul team di svedesi messo in campo dagli azerbaggiani. Solo quinta Jade Ewen. La delusione si chiama Sakis. Quarta la Turchia: l'ombelico paga sempre.
Battuto un nuovo record d'ascolto: le stime più prudenti parlano di 125 milioni di telespettatori: nel 2003 erano 63 milioni, meno della metà.
Eurofestival, il giorno dopo »
Nella capitale norvegese sono tre gli impianti che si contendono lo svolgimento del concorso 2010.
24 maggio - L'Ungheria non se ne va da Mosca a mani vuote. Zoli Adok iscrive il suo nome nella storia del costume eurofestivaliero come performer peggio vestito dell'anno.
Non c'è solo Eddy Anselmi a Mosca: un'altro commentatore italiano racconta le sue impressioni a caldo sulle prove della seconda semifinale. Secondo lui è l'Azerbaigian a rischiare qualcosa.
Le pagelle della seconda semifinale
Mister Musical Andrew Lloyd Webber non viene all' Eurofestival per fare la figura degli Scooch o di un Andy Abraham qualsiasi. L'ordine di esibizione non poteva essere migliore, e secondo molti è tempo che il trofeo ritorni a viaggiare verso ovest.
Sabato 16 maggio 2008, a partire dalle 15, al cinema Don Bosco in Viale del Risorgimento 87 a Livorno, avrà luogo il Meeting ufficiale degli iscritti di OGAE Italy, il Fan club ufficiale dell'Eurofestival
di Laura Bonacini
Abbiamo fatto visionare tutti i filmati di presentazione delle canzoni. E abbiamo ricavato preziosi consigli per drogati dello shopping di tutta Europa.
Peccato che la francese non abbia scarpe »
di Emanuele Lombardini - Dima Bilan, Ani Lorak e i Pirates of The Sera a Carramba che fortuna!. Non sembrava neanche vero, ma mamma Rai ha detto ancora no.
L'ennesima occasione perduta »
Cristina Giuntini, di Prato, è la presidente italiana di OGAE, e ci presenta le iniziative dell'associazione italiana dei fan Eurovisivi.
di EMANUELE LOMBARDINI
Emanuele Lombardini assegna il massimo dei voti a Soraya, l'Alexia di Estremadura »
Si avvia alla conclusione la 54ª edizione del Concorso Eurovisione della canzone. Il risultato sembra scontato.
Sakis e Jade sperano ancora, la critica si schiera dalla parte di Patricia Kaas. Piacciono Islanda e Estonia.
Mosca, 16 maggio - E' il momento della verità: la Norvegia di Alexander Rybak e la sua Fairytale dovrebbero farcela, ma con più affanno del previsto. Grecia e Regno Unito scaldano i motori, la Francia potrebbe essere la grande sorpresa. Polemiche alla vigilia: Kirkorov si dimette da presidente della Giuria russa. La Spagna trasmette la semifinale in differita: rischio sanzioni.
Quote e pronostici » | Il Programma » ! Alla vigilia della finale »
Seconda semifinale: 19 canzoni. La finale sembra cosa fatta per Grecia, Norvegia e Azerbagian. Per gli altri sette posti è bagarre, e nessuno sembra sicuro di farcela. Lievemente avanti Ucraina e Moldavia: Lettonia e Slovacchia sembrano fuori dei giochi.
Previsioni e pronostici » | Il Programma »
12 maggio - Prima semifinale, e primo brivido: Ce la faranno in dieci, usciranno in otto. Solo Bosnia, Turchia e Armenia sembrano avere la finale garantita mentre rischia la Svezia di Malena Ernmann.
Poche nazioni sembrano sicure di farcela »
12 maggio - Nessuna edizione dell'Eurofestival ha visto un favorito più favorito. Se gli scommettitori di tutta Europa avessero la sfera di cristallo, non ci sarebbe dubbio che il norvegese di origina bielorussa Alexander Rybak sarebbe il vincitore dell'edizione moscovita dell'Eurovision Song Contest. Ma dietro di lui sgomitano almeno in quattro
Tre serate, quarantadue canzoni, quattro presentatori (di cui due abbastanza scarsi, finora): i numeri di apertura e i numeri di intervallo dell'Eurofestival 2009.
1ª semifinale, 12 maggio | 2ª semifinale 14 maggio | Serata Finale 16 maggio
Dall'Eurolega all'Eurofestival, il palazzetto Olimpico di Mosca è uno degli impianti più grandi mai utilizzati per il Concorso Eurovisione della Canzone.
L'Eurofestival 2008 va in onda da uno dei palasport più grandi d'Europa
Le prove, gli spettacoli, le promozioni, tutto quello che dovete sapere per seguire il Concorso Eurovisione della Canzone
L'agenda dell'Eurofestival 2009
Etere, Digitale, Internet, Satellite e Locali pubblici
L'Eurofestival è una manifestazione pressochè sconosciuta dalla gran parte del pubblico Italiano. Qui trovate le risposte alle vostre domande sull'evento e sui partecipanti
Il regolamento dell'Eurofestival è semplice. Al termine dell'esecuzione dell'ultima canzone, è aperto il televoto in ognuno dei paesi partecipanti. Al termine, i punti sono annunciati in 43 rapidi collegamenti.
Lo stesso sistema elettorale dal 1975
Le caratteristiche dei concorrenti: durata e lingua delle canzoni, nazionalità degli interpreti e altre regole eurofestivaliere.
Questo sito è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Tutto il materiale presente questo sito è di proprietà dei rispettivi autori. Il materiale iconografico è presente al solo scopo documentale previa citazione della fonte. Eurofestival.com è un sito indipendente, non ufficiale, a carattere non periodico, non associato a EBU-UER e a nessuna delle reti televisive europee che organizzano o partecipano all' Eurovision Song Contest. Eurovision Song Contest è un marchio registrato di EBU-UER. [cc] 2007-2008 Eddy Anselmi Eurofestival.com WondersNeverCease. In collaborazione con Radio Città Fujiko.